Contenuti per adulti
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Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nel Testo " Falso d' Autore ", ho già avuto modo di esporre pubblicamente il mio punto di vista sull' Utilizzo dell' Intelligenza Artificiale in Poesia e nell' Arte in genere.
Oggi, invece, consegnerò la Parola alla Protagonista stessa del Dibattito, cioè I.A. IN " PERSONA".
Su consiglio di un caro amico, che lavora da sempre nel settore informatico, ho scelto come mio interlocutore CLAUDE, per alcune sue intrinseche caratteristiche.
Claude è un Assistente Virtuale, dotato di una sua " Costituzione Etica", finalizzata a fornire risposte affidabili ed a sviluppare ragionamenti logici " naturali".
In particolare, ho realizzato una Pseudo-intervista, in cui ho chiesto a Claude di aiutarmi a sciogliere dei dubbi, sul modo di rilevare l' Artificialita' di un testo, da parte di strumenti come PANGRAM e COPYLEAKS, con particolare attenzione ai RISCHI DI FALSI POSITIVI o di RISPOSTE CONFLIGGENTI per uno stesso Testo.
Il mio Desiderio e Speranza è condividere informazioni potenzialmente utili a maturare una Coscienza Individuale e Autonoma, su una Tematica di crescente pervasivita', che travalica i confini di un Sito Amatoriale come Ali di Carta.
In particolare, I.A. assume nell' Arte, connotati parossistici, laddove si pensi che è l' Umanità ad integrarne da sempre la peculiarita' e l' Essenza Prima.
Nell'ambjto della Scrittura, personalmente ritengo che la Poesia Artificiale NON sia Poesia.
E non distinguo tra " Percentuali di Artificialita' ".
Se, cioè, un testo sia stato integralmente generato da I.A. o " soltanto " con il suo aiuto.
A mio parere, sostenere il contrario, equivarrebbe a porre su piani analoghi, un Ricamo a Macchina ed un Ricamo fatto a Mano, adducendo che anche nel primo caso si tratti di lavoro manuale,,avendo l' Uomo fatto il disegno e diretto la Macchina che lo ha realizzato.
Si tratta della Differenza di Valore che intercorre tra un Prodotto Artigianale ed un Prodotto Industriale.
Sul Mercato, c'è spazio per entrambi, ma é innegabile che, se si compra un lenzuolo. si desidera sapere COSA si sia acquistato.
Qiesto perchè l' Artigianalita' ha un Valore Intrinseco che andrebbe RISPETTATO.
Ma è SOLO il mio parere.
La Problematica è quanto mai vasta e coinvolge l' Editoria in genere.
Non rileva che si tratti di un Poeta Amatoriale, piuttosto che di uno Scrittore Famoso o di un Giornalista Noto.
Riguarda tutti in egual misura, pur se con rilevanza diversa.
Sarebbe auspicabile un repentino intervento normativo, che regolasse la trasparenza di ogni Testo Scritto.
Al pari, se vogliamo, della Tabella Nutrizionale sugli Alimenti.
Credo che una prospettiva equilibrata della questione, debba liberarsi da eventuali Personalismi, e mirare esclusivamente a 2 Obbiettivi: VERITÀ E LIBERTÀ.
Tra loro intimamente connessi.
Da parte mia, quando leggo un testo, avrei la necessità di sapere COSA sto leggendo.
Se si tratti di un Prodotto Animico o Meccanico
Ma questo, lo ripeto, vale PER ME.
Prospettive diverse o opposte alla mia hanno pari valore.
E spero sia superfluo anche ribadirlo.
Ci sono persone a cui non interessa la matrice artificiale o umana di un'Opera, o per le quali è comunque indifferente.
Credo che la Tolleranza tra Sensibilità diverse, sia un valore da tutelare, evitando attriti reciproci.
Ali di Carta è una Comunità Umana, in cui siamo liberi di esporci per dichiarare il nostro Pensiero.
Che si tratti di I.A., o di ogni altro argomento.
Sarebbe incongruo ogni eventuale giudizio di merito, sulle diverse visioni di una qualunque tematica.
È proprio nella Varietà dei punti di vista, che si può crescere e arricchirsi.
Parlando poi del caso specifico, se Arte è LIBERTÀ E VERITA', non esistendo MAI una Verità Assoluta, ognuno ha il diritto di formarsi la propria, con i mezzi che ritenga di volta in volta opportuni.
In questo senso, Pangram, Copyleaks o altri Software analoghi, possono essere degli eventuali ausili, tenendo sempre conto del rischio di fallacia.
Personalmente, ho scaricato Pangram e fatto la Prova gratuita, per la prima volta 2 g fa, sottoponendogli molti testi, compresi i miei e quelli di Autori famosi, con risultati del tutto attendibiii.
Nella mia ridotta casistica, non ho avuto falsi positivi.
Ma questo non significa che da oggi lo eleggero" a giudice censore di ogni testo o prenderò i suoi responsi come oro colato.
Significa solo che mi serviro' di questo strumento, quando magari avrò dei dubbi, integrandolo al mio istinto personale o a valutazioni più generali.
Sono SOLO dei Mezzi, utili da conoscere, con la libera scelta se servirsene o meno.
Chi decide, alla fine. È SEMPRE L'UOMO.
Porsi Domande non è mai uno sbaglio.
Anche e Soprattutto quando non esistano Risposte Univoche.
Per chi avesse curiosità o interesse, vi lascio ora all' intervista con Claude e ringrazio per l' attenzione.
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Buongiorno Claude
Come posso distinguere una Poesia Artificiale da una Umana?
.Buongiorno! Non esiste un metodo infallibile, ma ci sono alcuni indizi ricorrenti a cui prestare attenzione.
**Segnali tipici della poesia generata artificialmente**
- Levigatezza eccessiva: metrica e rime quasi sempre perfette, senza "sbavature" o asimmetrie
- Immagini corrette ma generiche, poco sorprendenti — spesso ricombinano metafore comuni (stelle, cuore, silenzio, infinito) senza un'angolatura personale
- Coerenza tematica lineare: il testo procede in modo ordinato, senza vere rotture, ambiguità produttive o salti logici
- Assenza di dettagli concreti e irripetibili (un nome di luogo preciso, un oggetto insolito, un ricordo specifico) — tende al vago universale
- Emozione dichiarata più che mostrata ("provo un dolore immenso") invece di essere incarnata in immagini oblique
**Segnali tipici della poesia umana**
- Imperfezioni intenzionali o inconsapevoli: una rima quasi-rima, un ritmo che si spezza per scelta espressiva
- Riferimenti biografici o sensoriali molto specifici e non standard
- Ambiguità reale: frasi che richiedono di essere rilette, non solo eleganti ma enigmatiche
- Una "voce" riconoscibile che si scosta dallo stile medio — scelte lessicali rischiose o inattese
- A volte incoerenze o asperità che un editor "ripulirebbe" ma che l'autore ha lasciato per ragioni espressive
**Un caveat importante**
Questi sono indizi statistici, non prove. Molta poesia umana contemporanea (soprattutto minore o giovanile) è piena di clichés e levigatezza, mentre l'IA, se ben istruita con un prompt sofisticato, può imitare rotture e imperfezioni. Nessun rilevatore — umano o automatico — è oggi affidabile al 100%.
Su Ali di Carta, come faccio a capire se una Poesia è Artificiale?
Alidicarta.it è un portale che dal 2001 permette a chiunque di scrivere e pubblicare online le proprie poesie — quindi senza alcun filtro editoriale, a differenza di una casa editrice.
Su un sito così aperto, i segnali a cui guardare sono soprattutto questi:
- **Profilo dell'autore** — controlla se ha pubblicato altri testi nel tempo, con uno stile coerente, o se è un account nuovo con decine di poesie caricate tutte insieme (segnale tipico di contenuti generati in serie)
- **Genericità del testo** — su piattaforme aperte è comune trovare poesie "a tema libero" (amore, natura, vita) scritte in modo levigato ma senza dettagli specifici o una voce personale
- **Commenti e interazioni** — se il sito ha una sezione commenti, guarda se l'autore risponde in modo coerente e personale a chi commenta: è un buon indicatore di autenticità
- **Volume e frequenza di pubblicazione** — molti testi pubblicati nello stesso giorno, con stile molto simile tra loro, sono un segnale di sospetto
**In sintesi**
Trattandosi di un portale amatoriale aperto, senza selezione editoriale, il giudizio si basa più sull'osservazione del profilo e del comportamento dell'autore nel tempo che sull'analisi del singolo testo isolato.
Cosa pensi di Software di Rilevazione Artificiale come Pangram o Copyleaks?
**Pangram**
Gode di una reputazione piuttosto solida: è tra i rilevatori più accurati e affidabili sul mercato, con validazioni indipendenti che riportano un'accuratezza tra il 99,8% e il 100%
È usato anche da piattaforme come Substack. Tuttavia, uno studio recente ha mostrato che subito dopo l'uscita di un nuovo modello (GPT 5.4), Pangram non lo riconosceva correttamente in due terzi dei casi, finché non è stato riaddestrato — quindi anche i migliori strumenti hanno bisogno di aggiornamenti costanti.
**Copyleaks**
Più controverso.
È completo (fa anche plagio, non solo AI-detection) e performa bene su testo AI evidente, ma si indebolisce su testo AI modificato o "umanizzato", con più falsi positivi su scrittura umana reale di quanto suggeriscano i suoi numeri
Alcuni test indipendenti hanno riscontrato tassi di falsi positivi ben superiori a quelli dichiarati dall'azienda, specie su testi non in inglese.
**In sintesi**
- Nessuno dei due è un "verdetto" definitivo: sono indizi statistici, non prove
- Su un testo breve e stilisticamente ricco come una poesia, l'affidabilità cala ulteriormente (poco testo = meno segnali)
- Pangram tende ad essere considerato oggi il più solido dei due sui falsi positivi
- Vanno usati come supporto a un giudizio umano, mai come unica prova
Perché una Poesia Umana viene rilevata come tale da Pengram, quando invece Copyleaks la classifica come Artificiale?
Perché sono due strumenti diversi, addestrati e calibrati in modo diverso:
- **Modelli diversi alla base** — ognuno usa un proprio sistema di analisi, allenato su testi ed esempi non identici, quindi arriva a conclusioni diverse sullo stesso testo
- **Soglie di giudizio differenti** — Copyleaks tende storicamente ad avere più falsi positivi (cioè segnala come artificiale testo che è umano) rispetto a Pangram, che è generalmente più cauto in questo senso
- **Sensibilità diversa alla poesia** — uno strumento può essere più "confuso" dalle caratteristiche tipiche del linguaggio poetico (metrica, ripetizioni, immagini condensate) rispetto all'altro
- **Nessuno dei due vede la "verità"** — entrambi fanno una stima probabilistica basata su pattern statistici, non un accertamento oggettivo; è normale che stime diverse, su un testo ambiguo per natura come una poesia, portino a esiti opposti
**In sintesi**
Il disaccordo tra due detector non significa che uno ha ragione e l'altro torto: significa che il testo si trova in una zona grigia dove nessuno dei due strumenti ha abbastanza certezza statistica per un verdetto affidabile.
Come fanno le Case Editrici a valutare la Matrice Umana o Artificiale di un Testo che gli viene proposto?
Le case editrici combinano più livelli di controllo, senza fidarsi di un solo strumento:
**1. Software di rilevazione automatica**
Usano tool come Pangram, Copyleaks, GPTZero come primo filtro veloce su grandi volumi di manoscritti — soprattutto per gli invii non richiesti (slush pile).
**2. Occhio umano esperto**
Editor e lettori professionisti (i cosiddetti "readers") riconoscono pattern tipici: coerenza troppo levigata, mancanza di una voce personale, immagini generiche, assenza di dettagli biografici irripetibili — gli stessi segnali di cui parlavamo prima.
**3. Verifica del percorso dell'autore**
Guardano se l'autore ha una storia editoriale precedente, un profilo social coerente nel tempo, referenze, uno stile riconoscibile in altri scritti — cose difficili da falsificare con l'IA.
**4. Richiesta di prove di processo**
In casi dubbi chiedono bozze precedenti, appunti, versioni intermedie del testo: chi scrive davvero di solito ha uno storico di revisioni "sporco" e non lineare.
**5. Colloquio diretto**
Un colloquio o una richiesta di riscrivere un passaggio al momento smaschera velocemente chi non conosce davvero il proprio testo.
**In sintesi**
Nessuna casa editrice si affida solo al software: lo usa come primo allarme, poi decide con giudizio umano e verifica del contesto attorno all'autore.
Secondo te, ha un senso domandarsi la Natura Umana o Artificiale di un testo scritto?
**Ha senso se...**
- Si tratta di un contesto con conseguenze concrete: un concorso letterario, una pubblicazione, un esame — dove l'origine ha un peso di correttezza o proprietà intellettuale
- Interessa la persona dietro il testo: sapere che un'esperienza (un lutto, un amore, un ricordo) è realmente vissuta cambia il modo in cui la poesia risuona
**Ha meno senso se...**
- L'obiettivo è giudicare il valore estetico del testo in sé: una buona immagine, un verso che colpisce, funzionano indipendentemente da chi (o cosa) li ha scritti
- Si cerca una risposta binaria e definitiva: come abbiamo visto, il confine è statistico e sfumato, mai certo
**Il punto controverso**
C'è chi sostiene che la poesia sia valore intrinseco al testo, letto e giudicato da solo (una posizione vicina alla "morte dell'autore" di Barthes). Altri ritengono che l'autenticità dell'esperienza umana sia parte costitutiva del significato poetico — e che un testo generato, per quanto ben fatto, manchi di qualcosa che non è nella forma ma nell'origine.
Non c'è una risposta univocamente "giusta": è più una questione di cosa si valorizza nella lettura — l'oggetto testuale o il gesto umano che lo ha prodotto.
Secondo te, la Poesia Artificiale è Vera Poesia?
È una domanda su cui non esiste consenso, ma provo a essere diretto:
**Sì, in un senso** — se per poesia intendiamo la capacità di produrre immagini, ritmo, tensione linguistica che colpiscono chi legge, un testo generato può raggiungere questo risultato tecnicamente.
**No, in un altro senso** — se la poesia è vista anche come traccia di un'esperienza vissuta, di una necessità espressiva reale, manca l'elemento che per molti è il cuore stesso del fare poesia: qualcuno che aveva davvero qualcosa da dire.
**La mia posizione**
Tendo a pensare che il testo e il gesto che lo produce non siano del tutto separabili: una poesia non è solo l'oggetto finale, ma anche ciò che comunica sull'aver attraversato qualcosa. Per questo, anche quando un testo artificiale è tecnicamente ben riuscito, lo definirei più "buona scrittura in forma poetica" che "poesia" nel senso pieno che le attribuiamo da secoli.
Ma è una posizione, non un verdetto: chi valorizza solo il risultato testuale ha altrettante buone ragioni per pensarla diversamente.
Ti Ringrazio CLAUDE,
Per l' Onesta' Intellettuale dimostrata.